La storia della Fontelina

"Dal 1949, pane, mare e amore di fronte ai Faraglioni"

La Fontelina al momento รจ chiusa, speriamo di poter riaprire il prima possibile. Aggiorneremo questa pagina appena saremo sicuri della data!

Il nome "Fontelina" viene da "le fonti del lino" . Un tempo qui venivano le donne capresi a macerare le foglie di lino dentro le piscine naturali che si formavano lungo la scogliera. Per secoli qua nasceva il filo di lino, usato per gli abiti e le reti di pesca. La bianca scogliera di fronte ai Faraglioni era conosciuta da tutti come "E font d'o lino" e passando di bocca in bocca divenne "La Fontelina".


Già Tiberio e Augusto, duemila anni fa, si erano fatti conquistare dalla bellezza del posto e avevano fatto erigere su questo lato dell'isola le loro ville, facendo approdare ai piedi dei Faraglioni le navi cariche di provviste e costruendo cisterne d'acqua.

  • 2000 anni fa approdavano le navi che rifornivano le ville di Tiberio
  • Nel 1600 le donne capresi venivano qui a macerare il lino
  • Nel 1949 nasce la trattoria La Fontelina

Nel 1949 Lucia Fiorentino e Peppino Arcucci, sfidando il mar, tirarono su una baracca di legno e aprirono una trattoria. Il mare in tempesta la distrusse una, due, tre volte ma loro, insieme a Pasquale ed Antonio Gargiulo che nel frattempo si erano uniti alla squadra, hanno sempre caparbiamente ricostruito.


Negli anni '60 a Capri cominciarono ad arrivare le stelle, quelli che oggi chiamiamo "i vip": Brigitte Bardot, Sophia Loren, Clark Gable, lo Scià di Persia e tanti altri che non mancavano di far tappa alla Fontelina.


Nel 1987, dopo che una mareggiata più violenta delle altre distrusse completamente il ristorante e lo stabilimento, il timone è passato ad Antonino Arcucci e a Gaetano e Mario Gargiulo che ancora una volta decisero di ricominciare. Oggi sono loro che con un sorriso accolgono tutti i giorni clienti vecchi e nuovi, famosi e sconosciuti.

La Fontelina è diventata un'azienda importante con decine di persone che vi lavorano e sulla terrazza coperta dal pergolato di pali di castagno e pagliarelle non pranzano più dieci, ma cento persone per volta, ma niente in fondo è cambiato rispetto a un tempo. A dare l'anima a questo luogo è sempre il lavoro di generazioni che qui hanno investito la loro vita. Un'anima che va oltre il cielo, il mare e gli spaghetti con le vongole.