La storia della Fontelina

"Dal 1949, pane, mare e amore di fronte ai Faraglioni"

Le prenotazioni per l'estate 2021 saranno aperte da marzo 2021.

Il nome "Fontelina" viene da "le fonti del lino" . Un tempo qui venivano le donne capresi a macerare le foglie di lino dentro le piscine naturali che si formavano lungo la scogliera. Per secoli qua nasceva il filo di lino, usato per gli abiti e le reti di pesca. La bianca scogliera di fronte ai Faraglioni era conosciuta da tutti come "E font d'o lino" e passando di bocca in bocca divenne "La Fontelina".


Già Tiberio e Augusto, duemila anni fa, si erano fatti conquistare dalla bellezza del posto e avevano fatto erigere su questo lato dell'isola le loro ville, facendo approdare ai piedi dei Faraglioni le navi cariche di provviste e costruendo cisterne d'acqua.

  • 2000 anni fa approdavano le navi che rifornivano le ville di Tiberio
  • Nel 1600 le donne capresi venivano qui a macerare il lino
  • Nel 1949 nasce la trattoria La Fontelina

Nel 1949 Lucia Fiorentino e Peppino Arcucci, sfidando il mar, tirarono su una baracca di legno e aprirono una trattoria. Il mare in tempesta la distrusse una, due, tre volte ma loro, insieme a Pasquale ed Antonio Gargiulo che nel frattempo si erano uniti alla squadra, hanno sempre caparbiamente ricostruito.


Negli anni '60 a Capri cominciarono ad arrivare le stelle, quelli che oggi chiamiamo "i vip": Brigitte Bardot, Sophia Loren, Clark Gable, lo Scià di Persia e tanti altri che non mancavano di far tappa alla Fontelina.


Nel 1987, dopo che una mareggiata più violenta delle altre distrusse completamente il ristorante e lo stabilimento, il timone è passato ad Antonino Arcucci e a Gaetano e Mario Gargiulo che ancora una volta decisero di ricominciare. Oggi sono loro che con un sorriso accolgono tutti i giorni clienti vecchi e nuovi, famosi e sconosciuti.

La Fontelina è diventata un'azienda importante con decine di persone che vi lavorano e sulla terrazza coperta dal pergolato di pali di castagno e pagliarelle non pranzano più dieci, ma cento persone per volta, ma niente in fondo è cambiato rispetto a un tempo. A dare l'anima a questo luogo è sempre il lavoro di generazioni che qui hanno investito la loro vita. Un'anima che va oltre il cielo, il mare e gli spaghetti con le vongole.